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“Dante e il Cinema”

Leggere la Divina Commedia è esperienza unica per la travolgente forza delle immagini cui le parole, senza sosta, danno vita. Le arti figurative, la musica e, più di recente, il cinema, hanno attinto a piene mani alla materia dantesca: e lo hanno fatto con modalità diverse e con esiti, talora, eccelsi. Se il poema aveva rappresentato fonte continua di ispirazione per gli artisti, perché non doveva essere oggetto di frequentazione diffusa da parte del grande pubblico? E in secondo luogo: quali modalità adottare perché questo avvenisse in modo soddisfacente per lo studioso e seduttivo per il profano?

Così, all’interno del Comitato Dantesco per la Lombardia, prese vita la giornata di studio Leggere Dante oggi (4 marzo 2008), con l’obiettivo di mettere a fuoco i motivi per cui era irrinunciabile la lettura del Poema, in particolare per i giovani. In quell’occasione emersero con grande chiarezza i suoi legami con le forme più disparate della conoscenza: magnifica creatura dalle forme cangianti, la Commedia si adattava docile a chi l’avvicinava. Una duttilità verificata nei due anni seguenti, all’interno dei corsi di formazione per insegnanti, che organizzai per il Comitato Dantesco e confluiti nel volume Lezioni su Dante (Archetipolibri 2011).

Nel frattempo era nato Dante a teatro, giunto oggi alla sesta edizione (2010, 2011, 2012, 2013, 2014, 2015): l’obiettivo era portare la Piazza nell’Accademia: nessuno, più di Dante, era in grado di farlo. Musica, danza, teatro, arti figurative, cinema: tutto insieme, e tutto generato dalla Commedia, in un’attenzione e una partecipazione che generava stupore e commozione.

Sempre nella sede dell’Università degli Studi di Milano si tenne, in collaborazione con l’Ufficio Scolastico Regionale della Lombardia, la giornata Dante nel web (4 aprile 2011), nella quale competenze diverse misero a fuoco le modalità con le quali Dante era presente nella rete: in quella occasione fu presentato il sito Dante e il cinema, del tutto nuovo per finalità, struttura e possibilità di utilizzo.

L’obiettivo che mi proponevo era quello di avvicinare Dante a un pubblico che fosse il più variegato possibile: studiosi, amatori dilettanti, studenti, vagabondi del web. A questo fine era necessario coniugare la più tradizionale lettura filologica a forme di impatto immediato, chiare e accattivanti come filmati, brani musicali, gallerie d’immagini. La diffusione della Divina Commedia doveva tornare ad avvalersi dello stretto nesso fra parola e immagine, un legame chiaro ai poeti, ma dimenticato, troppo spesso, dai critici. Il cinema si rivelava uno strumento eccellente per recuperare l’eccezionale visionarietà della Commedia, in grado di mostrare un nuovo sguardo sul poema come Gesamtkunstwerk, quell’opera totale che contiene in sé, anche solo in potenza, tutte le forme d’arte.

In Dante e il cinema tutto gravita intorno alla presenza della Divina Commedia nella filmografia mondiale, in ogni sua possibile forma: personaggi, riferimenti anche velati, citazioni, memorie, suggestioni, soprassalti della memoria. Ma da lì, con un gruppo di collaboratori specializzati in diversi campi, ci muoveremo per approfondimenti nelle arti e in essenziali forme del sapere.

Vi troverete davanti, ne siamo certi, a una scoperta: emozionante, sorprendente, qualche volta davvero inattesa. E il merito sarà, sopra tutto, di un autore e di un’opera che disegna – in modo quasi definitivo e sempre vitale – il mondo che conosciamo, quello che vorremmo e quello che temiamo. Un autore e un’opera che ci raccontano, come nessun’altra, il senso più profondo della nostra vita.

Giuliana Nuvoli

Università degli Studi di Milano